ll Piano Regolatore delle Acque

Nell’ultimo decennio la consapevolezza della fragilità idrogeologica del territorio veneto si è radicata fra la popolazione civile, fra gli enti competenti nella gestione del territorio e dei corsi d’acqua, fra gli amministratori locali.

Le criticità idrauliche si sono rese ancor più manifeste a causa dell’intensa urbanizzazione del territorio.

La percezione di vivere in un ambiente meno sicuro e più fragile dal punto di vista idraulico ha indotto il processo di pianificazione a dotarsi di nuovi strumenti, quali la Valutazione di Compatibilità Idraulica (per PAT, PI, PUA), le verifiche di compatibilità idraulica (per gli interventi diretti) e più recentemente il cosiddetto Piano Regolatore Comunale delle Acque (o semplicemente Piano delle Acque).
È probabile che fra breve tempo tutte le amministrazioni comunali del Veneto debbano dotarsi di un Piano delle acque.

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Il PTCP di Venezia e il Piano delle Acque

Il Consiglio Provinciale di Venezia con deliberazione n. 2008/104 del 5/12/2008 ha adottato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
L’art. 15 delle Norme Tecniche di Attuazione del PTCP contiene la direttiva “Piano delle Acque” che prescrive la predisposizione di un documento denominato “Piano delle Acque” allo scopo di perseguire i seguenti obiettivi:
– integrare le analisi relative all’assetto del suolo con quelle di carattere idraulico e in particolare della rete idrografica minore;
– acquisire, anche con eventuali indagini integrative, il rilievo completo della rete idraulica di prima raccolta delle acque di pioggia a servizio delle aree già urbanizzate;
– individuare, con riferimento al territorio comunale, la rete scolante costituita da fiumi e corsi d’acqua di esclusiva competenza regionale, da corsi d’acqua in gestione ai Consorzi di bonifica, da corsi d’acqua in gestione ad altri soggetti pubblici, da condotte principali della rete comunale per le acque bianche o miste;
– individuare le criticità idrauliche del territorio;
– prevedere linee di intervento per la risoluzione del pericolo idraulico.

Nell’immagine precedente si illustra una simulazione di un evento di precipitazione intensa realizzato con un modello bidimensionale. I modelli idrodinamici 2d sono efficaci nella simulazione degli eventi di esondazione e di propagazione delle esondazioni nel piano. I modelli monodimensionali, invece, non sono adeguati allo studio del pericolo idraulico. Nonostante i modelli 2d siano disponibili da decenni, molti enti continuano ad utilizzare modelli monodimensionali. Nella Valutazione di Compatibilità Idraulica del PAT di Meolo è stato utilizzato un modello 2d.

ID&A ingegneria si propone quale soggetto in grado di redigere il Piano delle Acque, in collaborazione con l’ufficio tecnico comunale e con il Consorzio di bonifica di competenza.
In alcuni studi di compatibilità idraulica realizzati per PAT di amministrazioni comunali del Veneto, ID&A ingegneria ha già in parte anticipato e soddisfatto le indicazioni del PTCP in merito alla redazione del cosiddetto Piano delle Acque.